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Sindrome dell’edificio malato: cos’è, cause, soluzioni

Sapevi che passiamo oltre il 90% del nostro tempo in luoghi chiusi? Le nostre giornate sono scandite tipicamente da routine domestiche e professionali: ciò che hanno in comune è la nostra presenza in ambienti chiusi. Proprio gli ambienti chiusi, che tendiamo a percepire come sicuri, possono nascondere delle insidie. Una delle più comuni, ahimè, è la sindrome dell’edificio malato.

La sindrome dell’edificio malato è una vera e propria malattia, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in tempi relativamente recenti, nel 1983. Il quadro clinico descritto dalla sindrome è chiaro ed è associato alla permanenza delle persone in luoghi malsani. Trascorrere molte ore in un edificio malato può generare, infatti, una serie di sintomi, dal mal di testa alle difficoltà respiratorie.

Se ti è già capitato almeno una volta (o ti capita tutt’ora) di sentire un senso di spossatezza quando passi molto tempo al chiuso…è probabile che ci sia lo “zampino” di questa sindrome. Ma vediamo ora nello specifico cos’è la sindrome dell’edificio malato, come si manifesta, perché si manifesta e, soprattutto, quali sono le soluzioni da mettere in campo.

Sindrome dell’edificio malato: quello che devi sapere

La sindrome dell’edificio malato è piuttosto comune nelle strutture moderne. Stando alle stime emerse da alcune ricerche riportate sul sito del Ministero della Salute, la frequenza di disturbi tra gli occupanti oscilla tra il 15% e il 50%. Se ci rifletti, l’impatto è davvero rilevante e questa sindrome può compromettere le tue prestazioni lavorative e il tuo benessere generale. Ecco di cosa si tratta e come difenderti.

https://www.youtube.com/watch?v=nYSMwkc46XY

Cos’è la sindrome dell’edificio malato?

Partiamo con una definizione chiara di questa sindrome che, come ti dicevo, colpisce le persone che frequentano a lungo luoghi chiusi malsani. Secondo Wikipedia, la sindrome dell’edificio malato è:

una sindrome descritta come una situazione in cui gli occupanti di un edificio manifestano fenomeni che appaiono legati al tempo passato in un edificio, ma senza che possano essere identificate cause specifiche o malattie.

Ne consegue, dunque, che i disturbi provati dalle persone sono strettamente correlati alla loro permanenza in determinati luoghi.

I sintomi

Quanto ai sintomi, questi sono vari e dipendono da caso in caso. In generale, le persone colpite da questa sindrome lamentano diversi disturbi alla salute come mal di tesa, capogiri, nausea, difficoltà di concentrazione, stanchezza, irritabilità, sonnolenza. Sono piuttosto frequenti anche disturbi agli occhi come secchezza oculare. In più, possono verificarsi anche problematiche respiratorie, come tosse, respiro pesante, asma e affanno. Meno frequenti eruzioni cutanee, eritemi e pruriti.

La peculiarità di questa sindrome è che, una volta che le persone colpite escono dall’edificio malsano, i disturbi diminuiscono gradualmente, fino a sparire nell’arco di poche ore.

Quali edifici colpisce la sindrome?

Tutti gli edifici possono essere potenzialmente “malati”. La maggior parte delle segnalazioni di sindrome dell’edificio malato riguarda posti di lavoro, ma questa può colpire anche le abitazioni private.

Le cause

Le cause scatenanti della sindrome sono molteplici e provocate da vari fattori:

  • La maggior parte dei casi è legata ad una ventilazione insufficiente. Nel 1984 la World Health Organization disse che fino al 30% dei nuovi edifici al mondo presentavano problemi di qualità dell’aria interna. Ad oggi ci sono ancora edifici afflitti da questa problematica, decisamente comune
  • La presenza di climatizzatori sporchi e non igienizzati
  • L’emissione di sostanze irritanti e inquinanti da apparecchi o materiali (i cosiddetti VOC)
  • Danni dovuti alla presenza di muffe e umidità

Spesso la sindrome è innescata proprio dalla coesistenza di più fattori.

La soluzione: migliorare la qualità dell’aria

Come ti dicevo, la stragrande maggioranza dei casi di edificio malato è legata ad una cattiva ventilazione e ad una scarsa qualità dell’aria. In questo caso, la soluzione migliore per migliorare già da subito la situazione è installare un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC). Il sistema è semplice, ma estremamente efficace: la VMC è un impianto che estrae l’aria esausta dagli edifici per reimmettere all’interno aria pulita e filtrata.

Installando la VMC, puoi ottenere subito diversi benefici:

  • I tuoi ambienti chiusi sono sottoposti a costante ventilazione, con tutti i benefici che derivano dal respirare aria pulita e carica di ossigeno
  • Eliminazione delle muffe e dell’umidità dalle pareti
  • Abbattimento di patogeni, pollini e polveri presenti nell’aria, che possono generare o acuire disturbi come asma, raffreddori e riniti allergiche
  • Comfort acustico: l’impianto non è rumoroso 
  • Bassissimo impatto energetico
  • Nessuna sensazione di malessere legata alla permanenza in luoghi chiusi. Questo è particolarmente importante se stiamo parlando di un ufficio, dove è fondamentale mantenere alti i livelli di produttività e garantire il benessere dei collaboratori.

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